La particolare morfologia di questo lembo di "terra d'acqua", il dolce posizionamento delle ville, lo "stare intorno" dei parchi e dei giardini, il "confondersi" delle laguna tra valli e campagne, lo spostamento fisico e mentale che tale percorso indica, tutto questo costituisce un "luogo dell'immaginazione" dove i confini tra gli elementi si attenuano, quasi scompaiono allo sguardo di chi sogna complicità svelate dalle porte aperte delle dimore.
La Storia:
Le ville che impalcano l'immagine paesistica del canal della Brenta, dalla Malcontenta dei Foscari al palazzo regale dei Pisani, privilegiano, di fatto, una funzione ricreativa, dissociandola, in qualche guisa, dalla tipologia e dalle strutture più consuete e caratterizzanti della villa veneta, la quale tende a fondere e armonizzare l'esigenza della "consolazione" con quella dell'"utilità".
A Venezia l'origine riconoscibile della struttura della villa con giardino si può agganciare, sulla fine del XIV secolo, proprio al fiorire di circoli umanistici come quello di Leonardo Giustinian, uomo politico e poeta, che vanta ai suoi corrispondenti Guarino, Pietro Tomasi ecc., la propria "domum positam Muriani cum horto et domuncula vineali". E di Murano, circa un secolo appresso, nel 1494, Pietro Casola soffermatosi a Venezia sulla via del pellegrinaggio a Gerusalemme già esalterà i "belli zardini"; mentre lo Scoto, nell'altra "isola della Zuecca", dedicherà ammirazione "ai molti giardini, et vaghi edificii". Si tratta di situazioni che improntano davvero e con particolare evidenza i margini lagunari di Venezia: e si tratta, al tempo stesso, di episodi architettonico-urbanistici interpretabili come la realizzazione del rifugio, quasi fuga dal cuore mercantile della città.
Le fonti grafiche consentono un'opportuna visualizzazione delle ville e dei giardini costruiti per la permanente esigenza dell'hotium letterario, della conversazione raccolta ed elevata e della meditazione come struttura di modesta evidenza architettonica e figurativa nel prospetto volto alla strada, ma invece articolate tutte in funzione dello spazio scoperto dell'hortus. La facciata posteriore, infatti, risulta di regola aperta da un porticato terreno, sovrastato, al primo piano, da una loggia; e il porticato immette a un percorso pergolato, che spartisce aiuole, guida a un pozzo o a una fonte e approda all'ombra di un boschetto.
La composizione della villa-giardino ripropone fedelmente, nella riviera della Brenta, l'evidenza del modello lagunare: dove, tra l'altro, avvertiamo come la scelta e la combinazione degli ingredienti del giardino obbediscano a un'intenzione simbolica, dalla quale lo stesso correlarsi di essi dipende, nel momento stesso in cui risponde alle esigenze della funzione pratica del comfort. In altri termini, la scelta botanica delle piante (l'alloro, prima di tutte) e il fonte rappresentano, per dir così, un riferimento al Parnaso e l'allusione all'Eden; i frutteti e la loro disposizione giovano a crear aree d'ombra e di riposo, riservate alla passeggiata serena dalla casa all'aperto e agli indugi, in pace agreste, per elevate meditazioni.
Nel trascorrere del tempo, siffatti assetti si enfatizzeranno: la villa si fa, progressivamente, residenza sontuosa d'incontri splendenti in cui il prestigio deve rifulgere: al dilatarsi degli spazi esterni (pronai, timpani sontuosi, colonnati) e interni (saloni e scale) corrisponde un pomposo dispiegamento dei giardini. Al tempo stesso, come le sale della residenza si popolano d'affreschi esaltanti e glorificanti, olimpicamente, la dignità gentilizia del proprietario e non più miti georgici e bucolici, così in dialogo, quasi, con essi si dispongono statue a popolare gli spazi aperti, a drizzarne o a guidarne i percorsi. Gli uni e le altre obbediscono a un preciso disegno iconografico che realizza, invece che il precedente, raccolto universo di pur sempre misurata conversazione, giardini favolosi d'Armida o Elisi fulgidi e sontuosi. L'assunzione negli edifici di elementi cui il linguaggio palladiano aveva conferito compostezza e armonia, si rende funzionale a un'altra sintassi e a un'altra composizione. Lungo quel canal della Brenta che proprio Palladio con la sua Malcontenta aveva definitivamente trasformato da via di puro scorrimento mercantile a parata residenziale, in due secoli circa, dalle Lagune a Padova, si dipanerà un "quasi borgo della città di Venezia", secondo l'espressione del Costa o una "Versaglia in piccolo" come dirà Carlo Goldoni, alludendo certo alla gran villa e ai grandi giardini, voluti da Almorò Pisani, a imitazione davvero della Versailles del suo illustre amico Luigi XIV.
Lionello Puppi
INFORMAZIONI per la visita alle ville del circuito Ville Aperte:
Associazione Echidna
Tel. 340 7615862 -
* E' possibile acquistare presso villa Widmann o villa Foscarini Rossi un biglietto cumulativo con ville (minimo quattro) a scelta
* Bambini e ragazzi fino ai 14 anni ingresso gratuito.
* A richiesta, per gruppi organizzati con prenotazione telefonica, gli itinerari possono comprendere Villa Pisani e Villa Foscari La Malcontenta.
* Per i cicloitinerari, gruppi organizzati da un minimo di 20 ad un massimo di 30 persone, con prenotazione obbligatoria (è possibile noleggiare la bicicletta).